PRIMA l'ha sfidato apertamente alla rissa, senza trovare soddisfazione. Poi lo ha colpito a freddo: ha estratto un coltello e l'ha inseguito in mezzo al vagone finché non è riuscito a sferrargli un fendente. Che, per puro caso, ha avuto conseguenze relativamente lievi. Vittima dell'aggressione è uno studente ventenne. F.T. , di Ancona, iscritto al primo anno di antropologia a Bologna, dove è anche componente del coordinamento provinciale dei Giovani Comunisti e consigliere della Facoltà di Lettere per la lista 'Stella Rossa'. A prenderlo di mira, secondo la denuncia dello studente e diversi testimoni, è stato un giovane dalla testa rasata, con simboli nazisti tatuati sulla pelle e stampati sulla maglietta. In una parola un naziskin.
L'EPISODIO, su cui sta indagando la Digos dopo i primi accertamenti compiuti dalla Polfer, è avvenuto ieri mattina fra le 7 e le 8 su un convoglio regionale all'altezza di Imola. L'aggressore è sceso dal treno subito dopo aver ferito il ventenne ma la polizia avrebbe elementi molto concreti su cui lavorare; dell'accoltellamento è stato informato il pm di turno Flavio Lazzarini. F.T. , tornato in questi giorni sotto le Due Torri per il congresso provinciale di Rifondazione, sabato sera è andato a Rimini con un piccolo gruppo di amici per assistere al concerto di Vinicio Capossela in occasione della notte rosa. La comitiva ha ripreso il treno per Bologna attorno alle 6.30 del mattino e qualcuno del gruppo ha notato lo skin già alla stazione. «Quando questo si è avvicinato stavo parlando con un amico — racconta Franco — e gli altri non erano insieme a noi. Ci ha detto mostrando il manico del coltello: 'Di sicuro noi la pensiamo diversamente, vi va di fare a botte?'. Noi abbiamo risposto che non c'interessava e sembrava finita lì. Lui però era alterato e continuava ad andare avanti e indietro nello scompartimento». L'accoltellatore si sarebbe avvicinato la prima volta dopo aver sentito lo studente che parlava di politica, e in particolare del congresso di Rifondazione, con il suo amico. «Dopo un po' è arrivato di nuovo — ricorda il ferito —. Io, che ero in piedi, mi sono fatto da parte per farlo passare. Lui mi ha superato e mi ha dato subito una manata sulla testa da dietro; mi sono girato e aveva in mano un coltello con la lama lunga 4-5 dita. Sono indietreggiato di qualche passo e lui mi ha colpito alla scapola sinistra; poi è scappato ed è sceso dal treno che in quel momento era fermo a Imola. Poi abbiamo avvisato il capotreno ma nel frattempo il convoglio era già ripartito e la polizia è intervenuta quando siamo arrivati a Bologna».
«SU UN BRACCIO aveva un tatuaggio delle SS e una celtica o una croce uncinata sulla maglietta — spiega F.T. —. Per come si è comportato non c'è il minimo dubbio sulla matrice politica dell'aggressione». «Era tarchiato e con la testa rasata — ricorda una testimone —. Quando si é messo a inseguire il ragazzo nello scompartimento c'è stato il fuggi fuggi e quando se n'è andato nessuno ha avuto la prontezza di seguirlo». La ferita, risultata superficiale, è stata suturata al pronto soccorso; la prògnosi è di sette giorni. Ieri il congresso del Prc ha approvato all'unanimità un ordine del giorno sull'accaduto: «Almeno su questo ci siamo ritrovati uniti — dice Agostino Giordano, coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti —. Il documento afferma che questo è un segnale gravissimo, che si inserisce in un contesto già allarmante di episodi di violenza e in un clima che fa sentire legittimati questi soggetti. Franco è stato aggredito perché stava parlando di politica, solo perché stava esprimendo le proprie opinioni. Noi ci appelliamo a tutte le forze democratiche e antifasciste affinché non si chini la testa».
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